"Malanima", romanzo scritto da Rosita Manuguerra, trasmette l'introspezione, secondo me al livello dei romanzi di Hermann Hesse.
L'interiorità dei personaggi parla, quasi come se dialogasse con l'anima di chi vive le pagine, il lettore, e di quel luogo, come se egli si trovasse lì.
Abile nel fare emozionare, far provare i sentimenti di una bambina, poi divenuta ragazzina, oppure di un adolescente diventato adulto, così come nel descrivere i personaggi, gli aspetti comuni o distanti dei vari amici.
Non meno talentuosa nel comunicare i sentimenti come gelosia, invidia, amicizia, amore o malinconia, che colpiscono in maniera diretta. Come nella migliore letteratura vi sono similitudini e metafore che completano la lettura, magistrale come si possa far vivere l'isolamento sentimentale che potrebbe esserci in ognuno di noi all'interno dell'isola.
Isola dentro l'isola.
Misurata nel suo insieme, la lingua siciliana, si combina perfettamente alla narrazione.
Apice è il climax finale che lascia il "Malanima", soprattutto per aver terminato la lettura di questo libro immenso