Dedicato alla memoria di Maurizio Di Paola, grande uomo, grande lavoratore e amorevole padre di famiglia.

martedì 25 agosto 2020

I 10 falsi comportamenti antivirus ?

 

Questi erano erano i 10 comportamenti da seguire ad inizio emergenza. Leggete bene il punto 7. Sono ancora attaccati ai vetri di molti uffici e autobus. 

 Vi rendete conto come vi cambiano le carte in tavola per continuare a giostrare il gioco da loro programmato ? 

venerdì 21 agosto 2020

A Rosa Macaione

Quando una continua ricerca 

Del bello e del visivo
Di ciò che donna vuol trasmettere
Di ciò che divien ironia
Al cospetto della solarità
I colori sono rose
Come i nomi di energia
Vitalità e frequenze
Lunghezze d'onda e simpatia
Mi preme quei tepali
Sommare ai petali
Di quella Rosa
Che sì, non si fan vanto
Del bel sole
I cui raggi son capelli
Del raggiante viso
Ovale, di fascino
Da ammirar compiuto

                                           Luigi Pio Carmina 

mercoledì 12 agosto 2020

Poesia per Donna Amicizia

Stava aggraziato
un parallelepipedo
L'ombra rendeva
fusca la sua visione
Libro ultima vista

In un angolo frastagliato
Mentre lo spiedo
stanco cuoceva
Fioca la sua missione
Libro con poesia mista

Lei lo colse
In clima oscuro
Le virgole osservava
Poichè estramamente gentile
I particolari suoi ridenti

L'impressione altrui distolse
Rese simpatici momenti
Di dolcezza avvolse
Di amicizia fu pontile

Ove si stagliano fulmini
Risuonano tuoni
Nessun timore
Delle giornate lei timone

Dimensione tempo si eleva
Con poesia di nome Elèna 

domenica 9 agosto 2020

Abnorme il senso

 

Iracondo e libidinoso
era l'incubo della vita
L' era del piacere fastidioso
era iniziata con un singulto
agghiacciante e terrifico
Il dolore fisico edenico
al suo miserevole cospetto
Si insinuava l'angoscia
con profonde radici
Si ripeteva voluttuoso
quel sogno insanamente
abnorme e rude
Sprezzante al dì
si infrangeva ad ogni lustro
A codesto ancor adesso
quel che resiste devasta

sabato 1 agosto 2020

Asserzioni estive, specifico, di agosto


Dal romanzo "Racconti Hunderground" 2011



Alle nuove marionette viene guidata più la lingua, rispetto agli arti. Ai nuovi burattini vengono guidate le dita della tastiera, bugiardi consensienti  

A volte, essere asserviti consapevoli o essere plagiati, diviene un sinonimo quasi fosse un'eguaglianza 

Chi non sa soffre meno, tende all'innocenza. Chi sa lotta. Scambierei tutta l'innocenza dell'umanità affinché tutti potessero

La retorica del capitalismo che inquina gli animi e ricatta palesemente la società ! 
Come offendere l'intelletto umano, qualora esista ancora 

Spazi nella frase come fossero spazi nell'universo. Infiniti e al contempo creatori di multiversi 

La vita è tonda come un salvagente, non negare mai quest'ultimo, energeticamente, come in un cerchio, tutto torna 

L'unico pensiero positivo al risveglio è sapere, qualora ci sia la possibilità, di tornare a dormire e soprattutto a sognare. Non certo avere contezza della quotidianità di questo mondo  

Usare le minoranze, e se fosse utile il caso, crearle, per approfittarne a proprio piacimento 

Si pensa che le strategie siano militari, a volte geopolitiche, quantunque siano sostanzialmente sociali  

Gli uomini coscienti di ciò che è l'umanità, sono rari e soli al pari degli alberi solitari piantati nei quartieri ipercementati
 
Ciò che resiste alla vita, a volte, e nella storia, è la memoria. L'umanità pensa di esserne al di sopra. Piange essa, quando è tardi                   
                                                Luigi Pio Carmina 

martedì 28 luglio 2020

Calando il Velo di Maya

Si corrode il volto segnato
La lacrima scava il suo solco
Si strugge l'anima violata
Si espande l'angoscia
Ansimando ci si perde
in un'oscurità gemente
Non c'è la via del ritorno
Si rimane succubi di un aedo
che canta il suo eterno pianto

                                              Luigi Pio Carmina

sabato 18 luglio 2020

Sinergia artistica

Buonasera, ho il piacere di proporvi e condividere l'abbinamento tra una mia poesia e questo suggestivo disegno di una splendida artista

Martina Amato
Tecnica: penna su carta 

Sinergia

La vita si giova della sua complessità
Si intreccia con la sua semplicità
È un circolo oggi vizioso
domani virtuoso.
La svolta è aleatoria
La parola adulatoria
Il suo dono è la sorpresa della casualità
tanto quanto la sua intrinseca sincronicità

Si avvita il rancore
Nel petto con dolore
Si avvilisce l'animo
Si plasma lo sgomento
Per un mondo di paura
Di paura insita in incubi
Quando lucidi lacerano
Quanto, al pari
Di latrati e di spari

sabato 11 luglio 2020

Altre e tante riflessioni




Con il protocapitalismo del '200 l'uomo è andato verso il regresso, altro che progresso. Da lì il progresso del profitto di pochi ha sentenziato il regresso di molti

Luogo e tempo, sono insiti nella cultura, la creano, e sono a loro volta innescati da essa in un continuo scambio di energia erogatrice di essenza

La fotografia rende ideale la visione di chi non sa rendere essa tramite l'uso manuale della pennellata o della raffigurazione, al contempo unisce le arti in plurime forme

Non abbracciare, non baciare, non lottare, significa non vivere. Per l'interesse del viver falso non si dovrebbe fare tutto ciò ? Meglio perire. Non vuoi perire ? Allora lotta

La natura sovrasta le creazioni antropiche

Spero che anche solo la minima parte della mia energia non si reincarni, in nessun modo, mondo o dimensione. Sarebbe il colmo se avessi già pronunciato ciò in una vita passata 

Ieri ho dimenticato un'idea che avrebbe permesso ad altri di non dimenticare che la vita si perpetua grazie a ciò che si ricorda, perché a volte grazie a ciò che si dimentica, poniamo le basi per ricordare 


Pensate che, io avendo i capelli colorati, non sia triste ? Quindi state ammettendo che voi omologati siete tristi allora, per non avere i capelli colorati ? Il colore potrebbe essere tutto e significare tutto, o  niente. Semplicemente potrebbe essere una spinta interiore, potrebbe essere una protesta, o un voler cambiare pur rimandendo tristi nell'animo. È cupo chi veste di scuro, forse sì, forse no. Potrebbe essere parte di sé, parziale o totalizzante, forse niente di tutto ciò. Date un taglio ai capelli, ai vestiti e alla apparenze 

                                            Luigi Pio Carmina

mercoledì 8 luglio 2020

Argonauti 2.0 - Da un'idea di Francesca Innocenzi è nato un costruttivo ed emotivo laboratorio basato sulle suggestioni e le parole, in tempo di lontananze sociali. Buona lettura dell'articolo a firma dell'ideatrice del progetto, già pubblicato nella rivista trimestrale "Il Mangiaparole", n°9 Gennaio/Marzo 2020, p 55

ARGONAUTI 2.0 – UN LABORATORIO DI POESIA AL TEMPO DELLE RESTRIZIONI SOCIALI

Ho sempre guardato con una certa diffidenza alle iniziative organizzate per la Giornata Mondiale della poesia, probabilmente per un’istintiva avversione nei confronti di ricorrenze che impongono un crisma istituzionale e mondano a quanto è per sua natura spontaneo e inafferrabile. Ma quest’anno, in piena emergenza Covid 19, mi è sembrato che un evento pensato ad hoc per il 21 marzo potesse avere una inedita ricchezza di significato, avvicinando virtualmente persone fisicamente distanti, accomunate da una più che mai stringente volontà di esprimersi e comunicare tramite la scrittura poetica. Così nasce l’idea di un minilaboratorio di poesia via whatsapp, gratuito, aperto ad una massimo di quindici partecipanti. Attraverso un veloce passaparola viene creato un apposito gruppo, battezzato Argonauti 2.0, formato da nove poeti di varie regioni della penisola (Toscana, Marche, Lazio, Sicilia), disposti a mettersi in gioco con apertura mentale e curiosità, al di là del disagio e dell’apprensione del momento.
Alle nove di sera di sabato 21, come da accordi, ha inizio il laboratorio con la partecipazione di Ambra, Ilaria, Laura, Liliana, Lucia B., Lucia T., Luigi Pio, Maddalena, Michela. Dopo un rapido giro di presentazioni, chiedo agli Argonauti di postare la foto di uno dei due oggetti che avevo precedentemente chiesto di fotografare. Ciascuno carica l’immagine di un oggetto attinente la sfera del quotidiano ed è invitato a raccontarlo brevemente. L’obiettivo è favorire narrazioni scaturite dall’interscambio tra mondo esteriore ed interiore, che saranno rielaborate successivamente in forma poetica. In seguito, ogni partecipante inserisce la sua seconda foto e dovrà provare a raccontare l’oggetto di un altro, a sua scelta. Grazie all’interazione e all’ascolto reciproco – fondamentali in un gruppo, sia pur virtuale – ci si rispecchia nell’alterità ed emergono recondite parti sé, subito lasciate andare nella corrente inesausta del racconto. Dopo alcuni minuti propongo la lettura della poesia Nostalgia di Ungaretti e chiedo di scrivere un sintetico commento evocativo. Gli Argonauti sono concordi nel trovare questi versi intensi e toccanti, particolarmente calzanti al periodo attuale; nella tragedia dell’uomo al fronte, la fugacità di un incontro rivive grazie alla potenza del ricordo, tra solitudine e vicinanza, resistenza ed abbandono. Si prosegue con una visualizzazione guidata: accompagnati, se vogliono, da un brano musicale rilassante, i poeti si immagineranno immersi nella natura, accanto ad una persona per loro importante, al momento lontana; ora potranno toccarla, parlarle, e infine congedarsi da lei, per ritornare al presente e raccontare l’esperienza. A questo punto accade qualcosa. Michela deve interrompersi a causa di una telefonata urgente: un collega di sua sorella è risultato positivo al Coronavirus. Ci stringiamo idealmente intorno a lei, testimoniando un identico sentire, il desiderio di trovarsi uniti oltre le distanze, che è ciò che ci ha condotti qui. «Anche io ho ricevuto la stessa notizia di una persona poco fa», scrive Laura. E Luigi Pio aggiunge: «Ho un amico positivo a Milano. Mio fratello lavora lì. Pensiamo ad un’altra vicinanza, a un’altra connessione, la poesia». Ed è alla poesia che si tenta di tornare. Svolgiamo insieme l’esercizio di visualizzazione, al termine ognuno riporta il proprio racconto. Ma ormai il mondo di fuori ha rotto gli argini. Sono le undici, giunge notizia che il presidente Conte sta per parlare in televisione. Mi sale alla gola un groppo di ansia, sono giorni drammatici, i contagi sono alti. Mi passa per la testa che potrebbero costringermi a fare il tampone, che forse sono malata senza saperlo. Faccio la spola tra il televisore in cucina e il telefono al piano di sopra, dove la connessione funziona meglio. «Stanno chiudendo le imprese, tutto» dice Laura. Percepisco di non essere sola, e lo capisco grazie a questa irruzione imprevedibile e spontanea, che scandisce l’irripetibilità di quanto stiamo attraversando. Intanto gli Argonauti completano l’operazione alchemica, il materiale abbozzato da un magma polimorfo si fa verso, diventa poesia. L’incontro volge al termine, è tardi, si stacca per andare a dormire. Ci salutiamo con la promessa di risentirci l’indomani mattina per una breve restituzione; così sarà. Ma, passata la mezzanotte, qualcuno continua a scrivere nel gruppo, come a riannodare la matassa delle idee. Si parla di sincronicità, di connessioni, di come, in fondo, il virus sottolinei l’inconsistenza di barriere tra i popoli e tra individui che troppo spesso si reputano isole, monadi separate, estranee, nemiche.
In una fase dell’esistenza in cui gli strumenti tecnologici sono i veicoli privilegiati per i contatti con l’esterno, questo laboratorio di poesia via whatsapp  mi ha indotto alcune riflessioni. Indubbiamente la presenza fisica, il contatto oculare, i suoni, gli odori, gli abbracci, restano insostituibili. Eppure la mancanza delle usuali modalità comunicative può far scoprire energie sottili, collegamenti invisibili, impalpabili e segreti, che siamo portati a non considerare affatto. Un incontro virtuale, meno rigidamente strutturato, lascia spazio all’imprevedibile, all’imponderabile che si fa terreno fertile per ogni umano germoglio, come per la poesia.
Sono trascorsi quaranta giorni da quella serata di inizio primavera così diversa. Oltre le finestre delle nostre case, oltre i portoni che per molti si stanno aprendo, si intravede una schiarita, che è presto per suggellare come rinascita. Il gruppo Argonauti 2.0 continua il suo cammino: proprio oggi è stata avanzata l’idea del nostro terzo incontro. Un grazie di cuore a questi compagni di viaggio per il circuito di pensieri, emozioni, parole, che costantemente si rinnova, fiume gentile che scorre e rimane nel solco di una condivisione sincera.

Maggio 2020             
                                          Francesca Innocenzi

"Il vascello degli Argonauti" di Lorenzo Costa.

Il dipinto è stato scelto dall'ideatrice e organizzatrice  del laboratorio 

Miniantologia del laboratorio poetico


Con le venalitá dell'esistenza
la sindrome d'infinito
si fonde
e vigore le infonde
necessario per traguardare l'oggi
intenti su se stessi restando.
Sono le emozioni
recepite e trasmesse
ad evolvere
il vissuto connettivo
di ciascun essere.

(Lucia Bonanni)


Ero come un luogo
Sì, uno spazio aperto
Erano donne
I loro versi
Sì, le udivo
E come ogni singola cellula
E come ogni singola sillaba
Creavano insieme una poesia
Ero connesso con loro
Ero lontano, ma
molto vicino
Le udivo bene
Sentivo di vivere
Poiché loro cantavano
Ero forse il canto, quindi ?

(Luigi Pio Carmina)


Così si scompare fra gli occhi
nominando le stelle
perché della pelle non resti che l'ombra
su gangli e sospiri.

(Ambra Dominici)

In questa valle mi hai chiesto : È questo il paradiso? Ed io balbettando ti rispondo:" Si il nostro paradiso!
E così tra i pensieri si è aperto un varco...
Abbiamo immaginato il futuro... E qualcosa nell'universo ha risposto... Perché sincero era il mio grido d'amore... E tu finalmente hai ascoltato...sarò lì quel giorno a tenerti stretta per mano...

(Liliana Manetti)

Nell’ora del tramonto.

Girovago,
nudo
Con addosso solo l' ombra dei tuoi amati ,vaghi.
Vaghi nei ricordi del età più giovane,
Quando l equilibrio e la quiete tra gli spinosi rovi facilmente trovavi.
Ora vecchio, statico
Come stalattite
 in fondo a infernali pentimenti,
 confinato nei ricordi sotto i raggi teneri del tramonto
Cadi.

(Maddalena Panichelli)


Dove,
Inarrivabile sguardo cerchi
Più avanti,
Invincibile destino mi porti.
Piccoli passi
Pervasi d'ansia
S'addentrano in pericolosi pensieri
E ieri e oggi
Lontani e diversi
Profumano di speranza e calore

(Michela Romei)

ATTIMI
Il desiderio scivola addosso,
silenzioso e
lentamente
divora ogni poro della pelle e
nella mente annega ogni pensiero
cosicché solo ciò che è emozione
può essere vissuto
in quei brevi ed intensi attimi
di me e di te,
di noi persi in stille
di incommiserato piacere.

(Ilaria Romiti)


S'è rovesciato il mondo:
nulla è più di quel pallido azzurro
in un mattino che appare ormai lontano

tutto affonda in questo torbido silenzio
e le parole confuse
come le sagome nell'acqua
si fanno ombre tra di noi
e le paure, immoti spettri
come confini rossi
ci dividono.

(c'era una panchina, sì, da lì guardavamo il cielo)
(Lucia Tozzi)

Non sono mura di mattoni,
steccati, barriere,
porte sigillate,
frontiere inanimate,
ma pelle, carne, sangue.
il limite,
ché se potessi
uscire da me,
andrei a vedere
domani,
la forma della vita verde,
che si riprende tutto
regalando respiri.

(Laura Trappetti)